Con questa pressa azionata da un motore elettrico e dotata di una cella di carico ad alta precisione, è possibile non solo assemblare munizioni match sempre con la medesima forza, ma anche rilevare e registrare la curva dello sforzo richiesto
Ruggero Pettinelli
Testo e foto
Che si tratti di Bench rest o di “semplice” Tiro a lunga distanza,
al crescere della competizione e della competitività, i millimetri
in più o in meno di rosata si fanno decisivi e, per conseguire
il risultato finale sul bersaglio, ogni elemento costitutivo della
cartuccia ricaricata diventa fondamentale. Si parte dalla pesatura
e selezione dei bossoli, alla ricalibratura del solo colletto, per
arrivare ai procedimenti più raffinati e scientifici in assoluto, per
garantire il più possibile che ogni cartuccia sia identica alle altre,
in modo che (auspicabilmente) identica sia la traiettoria del proiettile
verso il bersaglio. L’azienda neozelandese Amp ha iniziato
la propria attività con una serie di interessanti macchine per la
ricottura dei colletti dei bossoli per carabina, alle quali ha nel
tempo affiancato una serie di strumenti altrettanto sofisticati per
la ricarica di ultra-precisione, alla quale appartiene la pressa di
cui vogliamo parlarvi in questa occasione.
Digitale e motorizzata
La pressa in questione non è concepita per la ricalibratura del
bossolo, bensì interviene nella fase finale di assemblaggio della
palla nel bossolo (seating). È concepita in modo da lavorare con i
dies Wilson di precisione, che non prevedono la classica filettatura
per il fissaggio, perché lavorano “liberi”, con una boccola
inferiore di centraggio. La pressa si compone di un basamento,
sul quale è innestata la “colonna” che porta il pistone motorizzato.
La colonna è fissata al basamento per mezzo di due rebbi che
si innestano all’interno di due ganasce e si fissano per mezzo di
sei viti Allen. Le ganasce a loro volta sono fissate al piatto principale
per mezzo di due generose coppie di viti Allen, allo scopo di
creare la corretta tensione del componente e, quindi, una stabilità
assoluta. Sul basamento, che appoggia sul piano di lavoro per
mezzo di tre piedini regolabili (in modo da garantire non solo l’assenza
di traballamenti, ma anche una perfetta assialità sul piano
orizzontale), c’è una cella di carico sulla quale appoggia la boc-
La pressa Amp utilizza un pistone motorizzato per spingere la palla nel bossolo e, grazie a una sensibilissima cella di carico, è possibile quantificare la resistenza offerta dal colletto e proiettare il relativo grafico su un Pc o un Mac.
La comparazione dei grafici del lavoro
fisico del pistone della pressa consente di evidenziare eventuali anomalie nella resistenza del
colletto della specifica cartuccia ed escludere quest’ultima dalla propria dotazione di gara.
cola del die Wilson, quindi il die medesimo. Sulla sommità delle
colonne è invece fissato il pistone motorizzato, che interagisce sul
die per mezzo di un pistone filettato. Sono inclusi nella confezione
due pistoni di lunghezza differente che, in combinazione con le
possibilità di regolazione in altezza garantite dalla filettatura del
corpo, offrono una buona elasticità in fatto di calibri utilizzabili.
Ma come funziona, in sostanza, la pressa Amp? E soprattutto, qual
è il suo valore aggiunto? Lo scopo del pistone motorizzato è quello
di assicurare la massima costanza di spinta sulla testa dei die
e, quindi, sulla palla che viene spinta all’interno del colletto del
bossolo. Questo è già un primo vantaggio rispetto a una classica
pressa manuale, ancorché di tipo “match” e di qualità superiore.
La cella di carico sulla base, tuttavia, consente non solo di quantificare
lo sforzo esercitato dal pistone, ma anche di trasporre le
informazioni su un computer (Pc o Mac), sotto forma di un vero e
proprio grafico relativo al lavoro compiuto. Ovviamente, tante saranno le cartucce assemblate con questo sistema e altrettante
saranno le curve del grafico, il che consente di comparare lo sforzo
esercitato dalla pressa che, è piuttosto evidente per i ricaricatori
più esperti e smaliziati, corrisponde a quella che è la resistenza
offerta dal colletto del bossolo. A parità di resistenza del colletto,
c’è da aspettarsi una omogeneità nella resistenza opposta
al rilascio della palla allo sparo, sotto l’effetto della pressione dei
gas, quindi una superiore omogeneità di prestazioni, che non è
quantificabile con tale precisione con alcun sistema manuale.
Ovviamente stiamo parlando di bossoli di tipo match, sottoposti
a una ricottura del colletto automatizzata (quindi omogenea) e
così via. In pratica, stiamo parlando di bossoli già ultra-selezionati,
rispetto a quali questo sistema consente una ulteriore, finissima
selezione finale della cartuccia, consentendo di calcolare,
valutare e se necessario scartare anche l’ultima imponderabilità
legata a microscopiche anomalie sul materiale.
La pressa funziona con die
Wilson, che non prevedono
filettatura bensì lavorano “liberi”. Una
apposita “C” fissata sul basamento
assicura la perfetta coassialità.
La
centralina trae la sua energia
da un alimentatore 12 V in corrente
continua e dialoga con il computer
per mezzo di un cavo Usb. Lo
strumento è predisposto anche per
dialogare via Bluetooth.
La pressa
viene consegnata disassemblata,
ma il montaggio è molto intuitivo.
In basso a destra si possono
notare le due prolunghe del pistone,
che consentono l’adattamento
a un’ampia varietà di calibri.
Il nostro test
La pressa viene consegnata smontata, ma l’assemblaggio è del
tutto agevole, sia per quanto riguarda la parte prettamente meccanica,
quindi il vincolo delle colonne al basamento, sia per l’elettronica:
la cella di carico si collega alla centralina per mezzo
di un semplice spinotto a quattro bit, mentre la centralina stessa
ha due prese, una per l’alimentatore 12 Volt in corrente continua,
che fornisce l’energia al pistone, l’altra per il cavo Usb destinato
a dialogare con il computer. Il sistema è predisposto anche per
una comunicazione di tipo bluetooth, per la quale sarà disponibile
uno specifico software. Nel kit è inclusa una chiavetta Usb, che
contiene un codice di licenza. Andando sul sito dell’azienda, dal
Pc o dal Mac, è possibile scaricare il programma di gestione e
attivarlo inserendo il codice licenza. La parte hardware prevede di
impostare il die sull’altezza desiderata di inserimento della palla,
facendo in modo che la prolunga del pistone sia separata dalla
testa del die di 1/16 di pollice circa, corrispondente a 1,6 mm circa.
A quel punto è possibile cercare l’altezza desiderata della palla
regolando il die (che ha apposita boccola micrometrica). Una volta
trovata l’altezza desiderata, si inserisce il die senza palla né bossolo
all’interno e, cliccando dal computer sul tasto “Find x zero” si
farà in modo che il pistone trovi il punto corretto di appoggio rispetto
alla testa del die. La tolleranza è pari a 0,001 pollici. È anche
possibile impratichirsi con il sistema, utilizzando al posto di un
“vero” die, il pistone-campione fornito in dotazione, con una molla
che simula la resistenza offerta dalla palla che entra nel bossolo.
A quel punto si può procedere con la ricarica vera e propria, una
volta “farcito” il die con il bossolo con la carica di polvere e la
palla appoggiata sopra, non resta che premere “go” per far sì che
il pistone scenda e inserisca la palla nel bossolo, all’altezza prescelta,
proiettando sullo schermo del Pc il relativo grafico con le
forze rilevate dalla cella di carico. Cliccando su “autorun”, il pistone
scenderà automaticamente ogni volta che il die viene inserito
sulla cella di carico. Il pistone ha una forza massima di 200
kg, più che sufficiente per qualsiasi calibro o tipo di palla. È ovviamente
possibile salvare le informazioni fornite dal sistema,
creando specifiche “librerie” che possono essere suddivise per
calibro, altezza di palla, bossolo e così via.
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